Appello per l'adozione di un Freedom of Information Act in Italia

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Appello per l’adozione di un Freedom of Information Act in Italia

Noi riteniamo che uno dei mali, e tra i più gravi, che colpisce la nostra Repubblica sia il cattivo rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, e l’attuale legislazione che fa della pubblica amministrazione un corpo separato e opaco.

Riteniamo essenziale il riconoscimento del diritto di tutti di chiedere conto delle scelte e dei risultati del lavoro amministrativo, con una legge sul modello del Freedom of Information Act presente in moltissimi paesi democratici.

Vogliamo quindi l’introduzione, anche nella disciplina italiana, dell’obbligo per la pubblica amministrazione di rendere trasparenti i propri atti.

Consideriamo che un passo fondamentale sarebbe anche l’introduzione in Italia della Convenzione del Consiglio d’Europa del 18 giugno 2009 sul diritto di accesso ai documenti ufficiali, così da garantire «il diritto di ognuno, senza discriminazioni di alcun tipo, all’accesso, su semplice richiesta, dei documenti detenuti dalle pubbliche autorità».

È fondamentale per uno stato democratico che – come è scritto nella stessa Convenzione – il cittadino si formi «una opinione sullo stato della società e sulle autorità pubbliche» e rafforzi «l’integrità, l’efficienza, l’efficacia e la responsabilità delle autorità pubbliche favorendo così l’affermazione della loro legittimità».

Consapevoli che l’assenza di un rapporto paritario tra cittadino e pubblica amministrazione ha un peso crescente nel progressivo declino della nostra Repubblica, chiediamo che una nuova normativa in grado di garantire il diritto di accesso alle informazioni della pubblica amministrazione entri con urgenza nell’agenda governativa e parlamentare.

 

PROMOTORI

VISUALIZZA L’ELENCO COMPLETO DEI FIRMATARI

  • antonio parascandolo ha detto:

    condivido appieno!

  • Andrea ha detto:

    Disallow.
    http://governo.it/robots.txt

    Lo standard per l’esclusione delle pagine sui motori di ricerca si avvale dell’utilizzo di un normale file di testo, da creare attraverso un qualunque text editor. Tale file va chiamato “robots.txt” e contiene, in un particolare formato, delle istruzioni che possono impedire a tutti o alcuni spider il prelievo di alcune o tutte le pagine del sito.

    Nel caso del sito del Governo Italiano sono state impostate queste istruzioni:

    Disallow: /Presidenza/operazione_trasparenza/dirigenti/
    Disallow: /Presidenza/operazione_trasparenza/consulenti/

    Significa che i motori di ricerca NON possono accedere ai contenuti del sito relativo ai “dirigenti” e ai “consulenti”… quindi le pagine che li riguardano non vengono mostrate nei motori di ricerca: tutto MOLTO TRASPARENTE!
    http://www.governo.it/robots.txt

  • Guido Maracino ha detto:

    Come mai i nostri giornalisti si sono accorti dopo oltre quarant’anni del grave ritardo del nostro Paese nel campo della libertà all’informazione?

  • vittorio salvatore ha detto:

    Anche l’attuale legge potrebbe andar bene (legge 241del 1990) se venisse applicata dai funzionari con correttezza. Ma detti funzionari non hanno alcun interesse a tutelare la posizione del cittadini, ma parteggiano con i privati che frequentano i loro uffici. E le sanzioni previste a loro carico sono marginali ed impegnative per il cittadino che volesse perseguirle. “Rapporto paritario tra cittadino e pubblica amministrazione…”: bellissimo. Ma se non vogliamo che rimanga un principio teorico non applicato, forse servirebbe aggiungere sanzioni severe e concretamente applicabili a carico dei funzionari inadempienti.

  • mimmo ha detto:

    mi trovo impegoleto in con i ministeri pe run ricorso si passono la palla uno con l’altro
    chiami linea amicae persone amabili ti sostengono ma non possono fare altro che
    vedere di sollecitare gli organi competenti che rispondono evasivamente oppure si
    smarcano passando lapraticaal consigliodi stato cosi’ se hai ragionelavrai dopov 5-6 anni

  • Giuseppe Gloria ha detto:

    Chi vuole un ‘Italia libera e moderna deve sottoscrivere l’appello del FOIA .

  • maria gatto ha detto:

    Assolutamente straordinaria l’iniziativa, fondamentale il diritto all’accesso !!!

  • Francesco Filippini ha detto:

    Chi non condivide ha interessi di parte, credo che questo sia l’ennesimo passo necessario per tentare di tirare fuori l’Italia dal medio evo istituzionale! SIAMO IN EUROPA CAZZO!

  • consuelo brandazzi ha detto:

    E’ chiaro che, nonostante le belle parole, con la PA siamo al medio evo, vorrei sapere a che punto è la petizione e se per caso è stata superata dal d.lgs 33/2013 sulla trasparenza, che è una bellissima legge. qualcuno mi faccia sapere grazie

  • Gino Saggese ha detto:

    Quelle facce da cretini che tutti i giorni,nelle varie televisioni, parlano di democrazia non dicono che ci viene negato il controllo dei nostri dipendenti.

  • In Italia succede anche questo: si convoca un consiglio comunale per discutere di una decisione della Commissione Tributaria emessa “IN NOME DEL POPOLO ITALIANO” e si nega la conoscenza dell’atto assolutamente pubblico invocando ragioni di PRIVACY …. http://tinyurl.com/ICSMN

  • Antonio Toto ha detto:

    Un tempo i dipendenti pubblici erano percepiti come persone rispettabili perché le selezioni erano serie e qualificate ed i vincitori erano onorati e consci di svolgere un servizio pubblico. Altrettanto accadeva per chi svolgeva attività pubbliche derivanti da cariche elettive.
    Con la chiamata diretta tale percezione è svanita ed è svanita sempre più con l’aumentare degli scandali tanto che tutti noi, esterni al quel circo, riteniamo che ormai sia divenuta terra di conquista per privilegi, speculazioni ed altre negatività.
    Ben venga una legge che consenta ad ogni cittadino di sapere come viene speso il pubblico denaro e come sono retribuiti, tutto incluso, coloro che operano a qualsiasi titolo nel settore pubblico. D’altronde i datori di lavoro di costoro sono quelli che pagano le tasse e, come ogni buon datore di lavoro sa, devono conoscere il costo della macchina pubblica nelle sue varie sfaccettature che la costituiscono.
    Certo, in Italia, servirebbe un po’ di sano calvinismo:
    Cordialità.
    Antonio Toto

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